NON SUONIAMO PER BISOGNO….
PERCHE’ DI BISOGNO NE ABBIAMO GIA’ TANTO

…perché in fondo, la vita è già abbastanza seria: tanto vale suonarla con un po’ di swing
RAGTIME BUBU BAND
C’è chi sogna di diventare un austero concertista e chi, come Marcello D’Ippolito, decide di peccare con eleganza.
Tutto nasce nel 2000, ma il “crimine” originale risale agli anni della sua formazione: mentre le mani dovevano obbedire al rigore di Chopin o alla disciplina del Clavicembalo ben Temperato, il cuore batteva a tempo di Ragtime. Le ore di studio, rubate ai giganti del passato, venivano sacrificate sull’altare di The Entertainer, trasformando il giovane Marcello nel complice di una rivoluzione in bianco e nero.
Dal Mississippi alle Goffe Avventure di Charlot
La Ragtime Bubu Band non è solo un gruppo, è un atto di devozione. Il loro viaggio parte dalle radici profonde della musica afro-americana:
- Maple Leaf Rag e Finger Breaker: brani nati per spezzare le dita ai deboli di cuore.
- L’immaginario del Cinema Muto: brani che molti associano alle cadute di Charlie Chaplin, ma che in realtà sono le fondamenta granitiche di tutto ciò che oggi chiamiamo Swing e Jazz.
L’Incontro Fatale: Lo Scugnizzo e il Principe
Ma la vera magia avviene quando il ritmo sincopato americano, compiendo una capriola sopra l’Atlantico, atterra alle falde del Vesuvio. Qui, tra i fumi del golfo, la Band incontra l’intramontabile Renato Carosone.
Immaginate la scena: Carosone, in abito bianco e sorriso beffardo, cammina a braccetto con il Principe De Curtis (Totò). Insieme, trasformano la canzone italiana in un cocktail esplosivo di umorismo e boogie-woggie. La Ragtime Bubu Band si tuffa in questo mare, dove la celebre “Malafemmina” del Principe incontra l’energia vulcanica dei classici carosoniani: “Pigliate ‘na pastiglia”, “Caravan Petrol”, “’O Sarracino” e l’immancabile “Tu vuò fa l’americano”. È la colonna sonora di un’Italia che, pur avendo le scarpe rotte dalla guerra, non smetteva di voler ballare.
“Non suoniamo per bisogno… perché di bisogno ne abbiamo già tanto!”
Nel 2010, per festeggiare dieci anni di “onesta follia”, la Band pubblica un album dal titolo che è tutto un manifesto di sopravvivenza e filosofia di vita. Questo lavoro segna un momento d’oro per la band, portandola fino alla ribalta televisiva su Rai 2, ospiti della trasmissione musicale Scalo 76.
“Scegliere un genere di nicchia è come dichiarare amore eterno a una donna bellissima che non ti cucinerà mai la cena: lo fai solo per passione pura, non certo per riempire il portafoglio.”
Le Perle del Decennale e Collaborazioni d’Autore
- Bubu Rag: Il brano inedito del 1996 che ha dato il nome a tutto il progetto. Una scintilla originale in un mare di classici.
- ’O Sole Mio: Dimenticate le versioni liriche strappalacrime. Qui il sole splende a ritmo di Swing, strizzando l’occhio ai grandi delle Big Band americane.
- L’incontro con il Maestro Carosone: alcuni dei suoi più celebri brani
- L’Omaggio a Nicola Arigliano: Una chicca dedicata a Maramao perché sei morto, in ricordo dei momenti in cui la band ha avuto l’onore di accompagnare il grande Arigliano nel capitolo finale della sua vita.
- La collaborazione con Paolo Conte nel brano “Tropical”, un tocco di classe che suggella lo spessore artistico della band.
La Ragtime Bubu Band non fa solo musica: fa archeologia sentimentale. Recuperano sonorità vintage con il rispetto che si deve a un reperto prezioso, ma con la grinta di chi sa che il Ragtime, se non ti fa muovere i piedi, non è Ragtime.













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